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Quando Carlo salì al trono dell'Austria-
Per i suoi ideali, per la sua ferma ed eroica testimonianza cristiana in uno dei ruoli di Stato più difficili ed impegnativi del suo tempo e per il suo sincero desiderio di Pace, venne fortemente avversato da "poteri forti" sia in patria che al di fuori di essa, anche per mezzo di un'aggressiva e ampia azione propagandistica denigratoria che sparse a profusione ostilità e calunnie, tuttora diffuse, ma che l'accuratissima, più che cinquantennale inchiesta della Chiesa ha dimostrato del tutto infondate.
Il suo esempio, il suo agire instancabilmente e tenacemente per la Pace sia per noi un aiuto ad essere migliori.
In questo periodo storico, nel quale le guerre sono purtroppo presenti in numerose parti del pianeta, il nostro impegno di cristiani per la Pace va moltiplicato.
La Pace, tuttavia, non è solo il contrario della guerra.
La Pace va ricercata con fermezza anche laddove ci sono dei popoli che non si uccidono l'un l'altro con le armi ma che hanno gravi difficoltà a dialogare, a superare inveterate contrapposizioni, senso di rivalsa e odio.
La Pace va ricercata anche nella nostra società, negli ambienti che frequentiamo, nelle nostre famiglie.
Questo è l'insegnamento della Chiesa che il beato Carlo I d'Austria ha fatto proprio, questo è l'insegnamento che vale per ogni cristiano, questo è l'insegnamento che vale per tutti noi.
Il 17 agosto 1887 Carlo, il figlio dell'Arciduca Ottone Francesco d'Asburgo-
La storiografia ufficiale è stata chiusa e riluttante nel riferire della vita sentimentale di Carlo, trascurando del tutto la straordinaria personalità della consorte, la principessa italiana Zita di Borbone-
Le doti umane e le qualità morali di Carlo e Zita lasciavano intravedere che essi avrebbero ricercato il bene materiale e spirituale dei sudditi degli Asburgo, favorendo insieme la difesa del Cristianesimo e l'attaccamento alla persona del Papa. Come prima tappa del viaggio nuziale che si svolse fra Reichenau, in Tirolo, Grado nel Litorale, la Dalmazia e la Bosnia, vollero recarsi al santuario di Mariazell, una delle più frequentate mete di pellegrinaggi della Mitteleuropea per chiedere la protezione alla Madonna. Ebbero otto figli, considerati dono del Signore, pianticelle da crescere nel rispetto dei diritti divini e sociali, educati a sentimenti cristiani. Il loro modo di rapportarsi al mondo era per l'epoca moderno e innovativo: Zita venne sempre tenuta in grande stima e rispetto da Carlo. Ella rimase amorevolmente vicino al marito condividendone le sorti, anche quando, alla fine del 1918, l'imperial-