Testimonianze - Beato Carlo a Brescia

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Testimonianze

 

Carissimo Don Arnaldo,
ero presente al convegno di Borgo Valsugana. Da credente devo farLe i miei complimenti per la splendita relazione. Soprattutto sul significato del matrimonio. Noi giovani padri e madri (sono spostato da 3 anni ed ho una bellissima bambina di 2) siamo "bombardati" dalle "nuove" idee sul matrimonio. Sempre più, soprattutto all'interno della nostra comunità di Ala, si cercano altre vie per unirsi. Unioni che senza il giuramento fatto dinnanzi a Dio ed alla Chiesa risultano, a mio avviso, prive di senso e di significato. Pensi che sabato hanno celebrato un matrimonio civile in Comune ed alla fine hanno cantato l'Ave Maria di Schubert.... Quello che spaventa è questo relativismo, mascherato da menzogna, che attacca la fede in modo lieve e "sottobanco" come fosse un serpente strisciante.
Siamo una minoranza che la pensa così? Credo proprio di si ma... la speranza non morirà mai.
E' molto importante il valore del matrimonio fra Carlo e Zita. E' esemplare, unico e sublime. Nella vera comunione in Dio.

La ringazio e la saluto calorosamente.
Massimiliano

Sia lodato Gesù Cristo.

Parole dall'Omelia del Beato Giovanni Paolo II alla beatificazione dell'Imperatore Carlo d'Austria

"Il compito decisivo del cristiano consiste nel cercare in tutto la volontà di Dio, riconoscerla e seguirla. L'uomo di Stato e cristiano Carlo d'Austria si pose quotidianamente questa sfida. Ai suoi occhi la guerra appariva come "qualcosa di orribile". Nei tumulti della Prima Guerra Mondiale cercò di promuovere l'iniziativa di pace del mio predecessore Benedetto XV.
Fin dall'inizio, l'Imperatore Carlo concepì la sua carica come servizio santo ai suoi popoli. La sua principale preoccupazione era di seguire la vocazione del cristiano alla santità anche nella sua azione politica. Per questo, il suo pensiero andava all'assistenza sociale. Sia un esempio per noi tutti, soprattutto per quelli che oggi hanno in Europa la responsabilità politica!"

Lapide presso la clinica universitaria di Debrecen


"Fra queste mura il 23 ottobre 1918 il re d'Ungheria Carlo IV e la regina Zita inaugurarono l'Universitá Reale delle Scienze di Debrecen fondata nel 1912 con decreto del Re Francesco Giuseppe I.
In occasione delle celebrazione del settantacinquesimo anniversario dalla sua inaugurazione e dalla costituzione del collegio dei docenti di medicina, il rettorato dell' Universitá di medicina di Debrecen (con questa lapide) ricorda tale evento."

Nelle mie ricerche mi sono imbattuto in un libro di memorie sul Beato pubblicato a Budapest nel 1924. Bellissima la prefazione dell'autore della quale le riporto qui sotto la traduzione:

AL LETTORE
Chi in questo libro ricerca rivelazioni clamorose, rimarrá deluso. Non semino tempesta. Voglio invece placare le sofferenze di parte, invece di suscitarne di nuove. Ho scritto la straziante storia dell'ultimo re incoronato della Grande Ungheria. Voglio che il suo nobile ricordo viva nel cuore dei posteri, nello stesso modo in cui era buono e vero quando era in vita. La sua sfortuna commuoverebbe le belve della foresta, farebbe piangere il cuore di pietra delle rocce. Solo noi ungheresi non dovremmo avere lacrime di èartecipazione per il pietoso ricordo? Ho fatto tacere dentro me le passioni burrascose, ho strappato dal mio cuore gli odi della politica, ed ho coperto le ferite del passato. Vorrei pormi al di sopra dei gretti conflitti di parte, affinché quanto scrivo annunci meritatamente la gloria di colui che é oramai oltre le piccolezze della vita. Il re buono nell'ora della morte diede in cambio la sua vita per la pacificazione dei suoi popoli in lotta. Discenda la pace nei cuori quando leggeremo queste righe. Trovi la pace il nostro spirito tormentato, e sia di esempio ed insegnamento la lettura di questa  triste storia"

É probabile che se il Beato avesse potuto ritornare sul trono ungherese, per ben due volte ci riprovó, ma al secondo tentativo rinunció nei suoi propositi per evitare la contapposizione violenta delle due fazioni, realisti ed horthysti, la storia dell'Ungheria sarebbe stata diversa. E forse chissá l'Europa avrebbe potuto trarre beneficio dalla sua attivitá.

Giorgio Bolzoni
 (4 Marzo 2011)

 
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